NASCEVA 130 ANNI FA ADOLFO ORSI: PER OLTRE 30 ANNI PROPRIETARIO DELLA MASERATI

Modena. Il 23 marzo 1888 nasceva a Modena Adolfo Orsi, uno dei più importanti imprenditori italiani del ‘900. Attivo principalmente nel campo siderurgico, Orsi è conosciuto nel mondo soprattutto per essere stato, per oltre trent’anni, proprietario della Maserati e per averla portata ad alcuni dei più grandi successi sportivi e commerciali della sua storia, culminati con la conquista del titolo mondiale di F1 nel 1957.
Adolfo Orsi rappresenta un perfetto esempio di self-made-man: la sua attività lavorativa è iniziata nell’infanzia con la raccolta di ferri vecchi, e si è sviluppata fino a farlo divenire uno dei più importanti imprenditori italiani nel campo della siderurgia, nonché il più importante industriale modenese del suo tempo e uno dei costruttori automobilistici più noti al mondo.
Orsi, infatti, nel 1937 rilevò la Maserati, per poi trasferirne la sede, tra il 1939 e il 1940, da Bologna, dove era stata fondata dai fratelli Maserati, nella sua Modena, dove si trova tutt’ora, al 322 di Viale Ciro Menotti. Abile imprenditore, Orsi volle saggiamente trattenere in azienda i fratelli Maserati per dieci anni dopo l’acquisizione, lasciando loro le mansioni tecniche e affidando la direzione dell’azienda al figlio Omer Orsi, del quale sempre quest’anno ricorrono cento anni dalla nascita.
Nei trent’anni di gestione della famiglia Orsi, la Maserati ebbe un impulso decisivo per confermarsi uno dei costruttori di auto da corsa più importanti e vincenti al mondo, alimentando oltretutto una leggendaria rivalità cittadina con la Ferrari, che trasformò Modena nella capitale mondiale dell’auto da corsa, nella quale questo dualismo assunse un sapore di derby tra tifosi delle opposte fazioni.
Orsi ingaggiò i migliori piloti dell’epoca, ovvero Stirling Moss, lo specialista delle gare su strada, e Juan Manuel Fangio, il Re della Formula Uno. In quegli anni furono progettate, sotto la direzione dell’ingegner Alfieri, alcune auto entrate nella storia delle corse per le loro prestazioni e le loro vittorie, come le sport A6GCS, 450 S e “Birdcage”. La più importante fu tuttavia la 250 F, da molti ritenuta la migliore monoposto di Formula 1 della storia, per diversi anni sulla breccia, con la quale Fangio dominò e vinse il mondiale piloti F1 del 1957, ma con la quale ottenne anche punti decisivi per la conquista del mondiale 1954, terminato poi alla guida della Mercedes. Tra i record di quest’auto vi è anche il debutto in F1, per la prima volta nella storia, di una donna: Maria Teresa de Filippis.
Ma il trentennio di Adolfo Orsi è stato fondamentale per la Maserati anche per un altro motivo, ovvero la trasformazione dell’azienda da factory di auto da corsa nel costruttore di vetture gran turismo che è tutt’oggi. Alla fine del 1957, infatti, a causa di problemi finanziari della sua azienda di macchine utensili, Orsi fu costretto a rivedere i budget delle sue aziende, optando per un doloroso ma inevitabile ritiro della Maserati dalle competizioni, perlomeno a livello ufficiale. Tuttavia seppe fare di necessità virtù, iniziando la produzione in serie di vetture gran turismo: nacque così la 3500 GT, la capostipite di tutte le gt Maserati, che ottenne un successo commerciale notevole per l’epoca, risollevando i bilanci dell’azienda.
A questa seguirono altre sportive entrate nella storia, come la Sebring, la Mistral, la Mexico, la Ghibli e la Indy. A Orsi si deve inoltre la creazione nel 1963, da una sua intuizione personale, della Maserati Quattroporte, la prima berlina sportiva della storia, destinata a divenire un caposaldo della produzione Maserati fino ai giorni nostri e a creare un nuovo segmento oggi affollato dai principali costruttori europei. Da imprenditore lungimirante, verso la fine degli anni ’60 Orsi iniziò a capire che le piccole aziende di auto sportive avrebbero fatto sempre più fatica a sopravvivere solo con le proprie forze, e che il loro futuro sarebbe stato all’interno di grandi gruppi automobilistici. Così iniziò a cedere quote della Maserati alla Citroen, con la quale si era già creata una partnership per la fornitura di motori V6 per la “SM”, fino alla sua completa uscita di scena nel 1971, poco prima della morte, avvenuta l’anno seguente.
Oggi il ricordo di questo importante imprenditore è alimentato e tramandato dall’omonimo nipote Adolfo Orsi, nato nel 1951 e affermatosi come uno dei più autorevoli storici dell’automobile a livello internazionale.(Claudio Ivaldi)