Suzuki eVitara ALLGRIP-e: da Torino oltre l’asfalto, con la prima elettrica Suzuki a trazione integrale e 184 CV

Torino. Quindici giorni, Torino come punto di partenza e le Langhe sullo sfondo. La Suzuki eVitara ALLGRIP-e TOP è entrata nella quotidianità passando dal traffico cittadino agli sterrati piemontesi, fino a percorsi decisamente meno convenzionali per un SUV elettrico. Più che un test drive, un modo diverso di conoscere un’auto: vivendo con lei.Torino è un buon posto per conoscere un’automobile. Ma non necessariamente per capirla.
La Suzuki eVitara l’ho incontrata qui e qui ho iniziato a guidarla: centro città, traffico, parcheggi, appuntamenti e quelle strade che fanno parte della normalità di ogni giorno. Nei quindici giorni di prova, però, Torino è stata solo il punto di partenza. La prima sensazione riguarda qualcosa di molto semplice: la praticità. La eVitara misura 4.275 mm di lunghezza, ma offre un raggio minimo di sterzata di appena 5,2 metri. Nel traffico torinese significa muoversi senza avvertire troppo gli ingombri di un SUV, soprattutto nelle inversioni, nei parcheggi e nelle manovre strette.
L’abitacolo della versione TOP contribuisce a creare un ambiente più vicino al viaggio che alla semplice mobilità urbana. Davanti al guidatore c’è una strumentazione digitale da 10,25 pollici, affiancata dal display centrale da 10,1 pollici, con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Sulla TOP trovano posto anche la telecamera a 360°, la ricarica wireless, il sedile di guida elettrico, il tetto panoramico e l'impianto audio Infinity con subwoofer.Ma dopo qualche giorno il punto non è più osservare i display o cercare una funzione nel menu. L’auto diventa semplicemente quella con cui si esce di casa al mattino.Ed è probabilmente questo il momento in cui un test drive comincia davvero.
Lasciata la città, cambia il paesaggio. Prima le strade provinciali, poi la campagna piemontese, le Langhe, le lunghe distese illuminate dal sole basso della sera. In elettrico anche il viaggio assume un ritmo diverso: il silenzio diventa parte del paesaggio e la risposta immediata dei motori rende naturale muoversi tra curve, salite e continui cambi di velocità.
La eVitara provata è la TOP DUAL MOTOR 4WD ALLGRIP-e. La batteria è da 61 kWh, mentre i due motori elettrici sviluppano complessivamente 135 kW, equivalenti a 184 CV, e 307 Nm di coppia. Numeri che sulla strada spiegano soltanto una parte della vettura. Perché a un certo punto l’asfalto finisce. Lo sterrato diventa progressivamente meno regolare, la vegetazione si stringe attorno alla carrozzeria e il fondo comincia a mettere alla prova pneumatici che restano stradali. È qui che la eVitara cambia volto.
La trazione integrale elettrica ALLGRIP-e utilizza un motore sull’asse anteriore e uno su quello posteriore. La modalità Trail può frenare la ruota che perde aderenza e trasferire coppia a quella opposta, simulando il comportamento di un differenziale a slittamento limitato.
Sul terreno la teoria diventa rapidamente qualcosa di concreto. Anche nei passaggi più impegnativi affrontati durante la prova, la trazione è rimasta efficace e facilmente gestibile. I 180 mm di altezza minima da terra non trasformano la eVitara in un fuoristrada estremo, ma permettono di affrontare sterrati veri con una tranquillità superiore a quella che l’immagine di un SUV elettrico potrebbe suggerire.
La ALLGRIP-e dispone inoltre dell’Hill Descent Control, che sui fondi difficili può mantenere automaticamente una velocità di circa 7 km/h intervenendo singolarmente sui freni. E proprio nel bosco emerge probabilmente il collegamento più forte con la storia Suzuki: cambia il motore, cambia la tecnologia, ma rimane quella volontà di andare a vedere cosa c’è dopo la strada principale.
Poi c’è inevitabilmente la questione elettrica. Durante questi quindici giorni la eVitara è stata ricaricata principalmente a casa, di notte, utilizzando il cavo con presa domestica fornito con la vettura. È forse il modo più semplice per comprendere il vantaggio della mobilità elettrica: si parcheggia la sera e si ritrova energia disponibile la mattina seguente. I consumi durante l’utilizzo sono risultati contenuti, soprattutto nell’impiego urbano ed extraurbano. La scheda tecnica indica per la versione 4WD un consumo WLTP combinato di 16,5 KWh/km, che scende a 12,5 KWh/km nel ciclo urbano. Sul fronte dell’autonomia, Suzuki dichiara 395 km WLTP nel ciclo combinato per la ALLGRIP-e e fino a 526 km nel ciclo urbano.
Per chi percorre molti chilometri, l’autonomia continua a essere un pensiero. Non necessariamente un problema quotidiano, soprattutto potendo ricaricare ogni notte a casa, ma qualcosa che entra nella pianificazione del viaggio molto più di quanto accada con una vettura termica.
Ed è probabilmente questo il punto più corretto da cui guardare oggi un’elettrica. Non è una tecnologia adatta indistintamente a tutti e a qualsiasi utilizzo. Chi percorre quotidianamente grandi distanze dovrà ancora mettere sulla bilancia tempi di ricarica, disponibilità delle colonnine e chilometri da percorrere. Quando serve una ricarica rapida, Suzuki indica circa 45 minuti dal 10 all’80% in corrente continua, circa 5,5 ore con AC trifase da 11 kW e 9 ore con AC monofase da 7 kW. La differenza, dopo quindici giorni, è che questi numeri smettono di essere semplici specifiche tecniche e diventano parte delle proprie abitudini.
La eVitara rappresenta il primo modello completamente elettrico del marchio e, nella configurazione ALLGRIP-e, porta nel mondo BEV una delle caratteristiche che da decenni accompagnano Suzuki: la trazione integrale. La Casa stessa ha costruito il progetto attorno al concetto di “Emotional Versatile Cruiser”, cercando di unire tecnologia e capacità di affrontare percorsi differenti.
Dopo quindici giorni tra Torino, strade del Piemonte, Langhe e sterrati, la definizione assume un significato meno commerciale. La parte più riuscita della eVitara non è infatti soltanto essere elettrica. È riuscire a essere pratica in città, piacevole sulle provinciali e sorprendentemente disinvolta quando la strada diventa qualcosa di diverso. Rimane il limite comune alla mobilità elettrica: per chi percorre tanti chilometri, autonomia e ricarica fanno ancora parte del viaggio.
Ma forse è proprio questo il senso di una prova lunga. Non stabilire se un’automobile sia semplicemente buona o cattiva, promossa o bocciata. Capire per chi è stata costruita, dove funziona davvero e fino a dove può accompagnarti. “Con la eVitara, per capirla davvero, è bastato spingersi oltre l’asfalto.” (José G. Citro)