10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Quale smart city ci attende? Renault si è confrontata con esperti del settore

Aprendo il primo RNLT italiano a Milano – Corso Garibaldi, in piena Brera – Renault ha scritto un capitolo nuovo all’interno di una narrazione fatta per spazi. RNLT, infatti, va oltre lo showroom, è un concept che riunisce attorno ad una nuova esperienza immersiva una molteplicità di diverse funzioni: una boutique di articoli legati alla Marca ed i suoi servizi complementari di vendita e post-vendita come test drive, consegna, manutenzione, fino al car jockeying.

E proprio il  RNLT Milano ha ospitato un Domus talk incentrato sul futuro delle smart city, tra nuovi paradigmi progettuali e transizioni digitali. Un momento di confronto tra esperti del settore per riflettere su come la tecnologia e la progettazione urbana possano collaborare per dare forma a metropoli intelligenti ma anche più vivibili, capaci di preservare il proprio tessuto sociale e identitario in maniera consapevole.L’incontro ha visto la partecipazione degli architetti Floriana Marotta dello studio Mab Arquitecture e Claudio Saverino di Vudafieri Saverino Partners, che insieme a Vittorio D’Arienzo, Product Global Leader Ampere (Renault Group), si sono confrontati sulle opportunità, le sfide e gli interrogativi che ha sollevato la diffusione delle smart city, sia in ambito culturale che progettuale.

 Negli ultimi decenni, la pianificazione urbana ha attraversato una trasformazione radicale a livello globale. La combinazione simbiotica di infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e sistemi di analisi dati ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di città, plasmando nuovi spazi sempre più sostenibili, efficienti e adattabili alle esigenze dei cittadini. Ma quale sarà il futuro delle smart city? Come evitare che le città del futuro si trasformino in non-luoghi privi di identità?

Gli architetti Marotta e Saverino hanno indagato su come le città contemporanee sono anche scenario delle nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale: un supporto alla gestione di risorse pesanti come il traffico, o solo apparentemente estranee come la vegetazione; un supporto alla decisione e alla previsione, ma anche la portatrice di grandi interrogativi sull’accesso alle informazioni e la possibilità di accesso ai sistemi. L’opportunità di avere un nuovo strumento al servizio dei cittadini.

Floriana Mariotta, in particolare, ha sottolineato: “Le smart city rappresentano un modello urbano innovativo in rapida evoluzione che sfrutta le tecnologie avanzate per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ottimizzare i servizi e promuovere la sostenibilità. L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale  nella progettazione urbana è una nuova frontiera, in parte ancora inesplorata ma dalle innegabili potenzialità. Consentendo l’analisi di enormi quantità di dati generati dalle città, come il traffico, i consumi energetici e i comportamenti dei cittadini, L’AI permette di implementare soluzioni intelligenti per la gestione delle risorse, dei trasporti, dei rifiuti, dell’energia, per la sicurezza e per la sostenibilità dello sviluppo urbano. Inoltre è capace di intervenire in tempo reale nella gestione dei processi e di influenzare i comportamenti delle persone interagendo con modelli dinamici di grande complessità. Il modo in cui questo strumento verrà usato, indirizzato, integrato nei processi di gestione e pianificazione urbana segnerà il futuro delle nostre città e certamente anche delle nostre vite.  Se da una parte l’Ai permetterà di sviluppare “città intelligenti “ tuttavia l’utilizzo delle sue grandi potenzialità predittive e di simulazione non può e non deve sostituirsi alla progettazione urbana. La politica in prima istanza e la progettazione urbana come strumento attuativo hanno la grande responsabilità di gestire lo sviluppo sostenibile delle città, garantire l’efficienza dei processi e il risparmio delle risorse, preservando al contempo il tessuto sociale, culturale e identitario delle singole città.  In questo senso  l’Ai, come strumento, può contribuire alla definizione dell’identità di un luogo o alla sua trasformazione dando voce alla comunità, permettendo così un approccio ai processi decisionali e alla progettazione urbana di tipo bottom-up.”

Questo il pensiero di Claudio Saverino: “La Città Intelligente, da una parte è determinata da un insieme di strategie urbanistiche e pianificatorie che agevolano e ottimizzano i sistemi infrastrutturali, energetici, di mobilità e di controllo dei sistemi ambientali.  Dall’altra è resa possibile grazie all’utilizzo della AI nel gestire, ottimizzare e tradurre in progetto, quantità sempre più grandi di informazioni e dati disponibili. Ma questo approccio funzionalista ed efficientista, di per sé non è necessariamente garanzia assoluta di qualità e vivibilità dei nostri ecosistemi sociali, dei nostri habitat, le nostre città. Salute, sicurezza, reddito, cultura, ambiente, servizi e mobilità sono elementi necessari ma probabilmente non sufficienti a rendere le smart city realmente empatiche, attrattive, stimolanti e soprattutto socializzanti. Attraverso la cura e la progettazione della qualità dei “luoghi delle relazioni umane”, cerchiamo di sopperire alle mancanze espressive, simboliche, narrative e forse anche poetiche che i puri approcci efficientisti non garantiscono automaticamente.”

Vittorio D’Arienzo  ha affermato: «Come le vetture elettriche, all’interno delle smart city, possono fornire il loro contributo? La nostra proposta, come Gruppo Renault, è quella di far parte di un ecosistema di mobilità e non che la mobilità e l’auto parcheggiata siano uno dei problemi del contesto cittadino. Di sicuro, la sola strada per far questo è avere una vettura elettrica, intelligente. L’IA ci aiuterà, il V2G o anche il V2X sono solo alcune delle tecnologie che abbiamo già introdotto sulle nostre auto elettriche oggi sul mercato, e le prossime ci aiuteranno ancora di più a generare questo contesto di ecosistema di cui la vettura fa parte in maniera seemless di quella che è la mobilità urbana, la necessità di parcheggiare, di ricaricare ma anche di fornire alle città un’identità in un contesto urbano sempre più spersonalizzato, garantendo la qualità della vita e del benessere che dovrebbe essere parte integrante di una città intelligente. »(Ros.Dall.)

 

 

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