Il Piano Italia di Stellantis …….e ora dalle parole ai fatti

Torino. Prosegue il tour di John Elkann in visita in tutti gli stabilimenti per cercare di avere un quadro più chiaro della reale situazione e soprattutto dello stato d’animo degli uomini operativi di Stellantis e prosegue il lavoro di squadra dei componenti il Consiglio cui è stato dato il mandato di individuare la figura che dovrà sedere sulla poltrona di CEO, libera dopo le dimissioni di Carlos Tavares. Una selezione non certo facile perché il prescelto dovrà avere un ampio consenso e non essere il frutto di una mediazione.
Per la verità i nomi che sono, sino ad ora, trapelati non sono certo l’optimum. Dando per scontato che il cammino verso l’elettrificazione è oramai irreversibile, anche se magari diluito in più anni, la galassia Stellantis ha bisogno di una guida che rimetta ordine nelle strategie, nel ruolo che dovrà avere ogni singolo brand ma che soprattutto sappia di automobili e che sappia che cosa è un’automobile. Auguri !!
Intanto per quel che ci riguarda più da vicino si sta mettendo mano il Piano Italia che pone il nostro Paese al centro delle strategie di Stellantis, attraverso l’aumento dei modelli in produzione, elettrici e ibridi, e la salvaguardia dei livelli occupazionali, in linea con gli investimenti produttivi e avviando processi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione delle persone del Gruppo.
Il nuovo piano industriale del Gruppo per l’Italia è stato presentato nel corso del tavolo Stellantis che si è tenuto nei giorni scorsi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduto dal ministro Adolfo Urso e che ha visto la partecipazione del Ministro dell'Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, delle Regioni in cui insistono stabilimenti del Gruppo, dell’ANFIA e dei sindacati e della delegazione Stellantis, rappresentata dal Responsabile Stellantis Europa, Jean-Philippe Imparato, per anni braccio destro di Tavares, grande comunicatore e, soprattutto, grande esperto di mercato, che sembra essere sempre più un uomo di punta per il futuro dal momento che, almeno, “ci ha messo la faccia”.
Presentando il Piano, Stellantis ha ribadito la centralità dell’Italia, mantenendo in attività tutti i siti nel Paese e confermando gli investimenti che Stellantis effettuerà in Italia: per il 2025 sono previsti circa 2 miliardi di euro di investimenti negli stabilimenti e 6 miliardi di euro nello stesso periodo in acquisti da fornitori operanti in Italia.
Il Gruppo, pur in un momento di crescenti difficoltà del settore automotive nel mondo, ha ribadito di voler portare avanti il proprio piano industriale in Italia con risorse proprie, senza qualsiasi forma di incentivo pubblico alla produzione. Sarà data priorità alla competitività della filiera produttiva, per la cui valorizzazione, diversificazione e riconversione l’azienda si è detta disponibile a collaborare costruttivamente assieme ad ANFIA e alle istituzioni.
Il Piano Italia prevede l’incremento dell’impegno di Stellantis in ciascun impianto.
A Pomigliano, dal 2028, sarà installata la nuova piattaforma (STLA-SMALL), sulla quale è prevista la produzione di 2 nuovi modelli compatti. Nello stabilimento campano verrà rafforzato il presidio per la produzione delle vetture mass market con l’estensione della produzione della Panda (detta anche Pandina) fino al 2030, seguita dall’introduzione della nuova generazione dello stesso modello.
A Mirafiori sarà basata la produzione della 500 ibrida e della nuova generazione della 500 BeV elettrica, in aggiunta alla prosecuzione dell’attività dei cambi eDCT. Torino sarà, dal primo gennaio 2025, la sede della Regione Europa di Stellantis e il quartier generale della divisione Veicoli Commerciali del Gruppo. Il capoluogo piemontese sarà inoltre la sede di SUSTAINera, centro di sperimentazione e di riciclo del Gruppo, riaffermando così la propria leadership nell’economia circolare, e consoliderà il Battery Technology Center, attuale sede dell’unico centro al mondo del Gruppo per i test e per lo sviluppo delle batterie.
Novità anche per lo stabilimento di Cassino, dove verrà introdotta la piattaforma STLA-LARGE (oltre allo sviluppo in anteprima mondiale delle architetture elettroniche STLA-Brain e STLA-Smart Cockpit), su cui saranno prodotti tre nuovi modelli. Dal 2025, infatti, sarà prodotta la nuova Alfa Romeo Stelvio, dal 2026 la nuova Alfa Romeo Giulia, e – a seguire – una nuova vettura top di gamma. È peraltro in valutazione la produzione di Alfa Romeo Stelvio e Giulia nelle versioni ibride, oltre che elettriche.
Melfi beneficerà nel corso dei prossimi anni del lancio di 7 nuovi modelli: dal 2025 sarà prodotta la nuova DS n°8, la nuova Jeep Compass, la nuova Lancia Gamma e la nuova DS7, tutte elettriche. Di questi, tre modelli – Jeep, Gamma e DS7 - saranno anche ibridi, il che triplica la previsione dei volumi prodotti. Questi modelli saranno realizzati sulla piattaforma STLA-MEDIUM.
Ad Atessa - oltre all’introduzione di “Stellantis CustomFit”, il programma di conversione e personalizzazione e, da fine 2024, della produzione di veicoli elettrici - dal 2027 sarà avviata la produzione di una nuova versione di Large Van, appositamente studiata per la massima competitività nei confronti della concorrenza internazionale. Il sito abruzzese, fiore all’occhiello dell’industria italiana che esporta all’estero in 75 paesi oltre l’80% della sua produzione, svolgerà sempre più un ruolo centrale nel piano strategico di Stellantis.
Modena diverrà il polo dell'alta gamma, orgoglio del Made in Italy, coinvolgendo in tale missione l’ecosistema produttivo della Motor Valley al fine di sviluppare il progetto insieme a tutti gli attori della filiera, dal design alla pre-industrializzazione, con i migliori componenti nazionali in termini di innovazione e circolarità, parte di un complessivo sforzo di valorizzazione del marchio “Made in Italy” rivolto esclusivamente alle auto alto di gamma prodotte nel nostro Paese.
Riguardo Termoli e la Gigafactory di ACC, Stellantis ha ribadito il suo impegno nel sostegno finanziario della joint venture, che comunicherà il suo piano nel 2025 e che resta aperta a studiare la realizzazione della Gigafactory in base all’evoluzione delle tecnologie e in considerazione del mercato e della competitività dei fattori abilitanti del sistema Paese.
Nuova modalità di gestione dei fornitori
Stellantis, dalla sua nascita, ha erogato commesse quantificabili in circa 3 miliardi di euro in nuovi progetti assegnati ai fornitori italiani e ha acquistato circa 6 miliardi di euro all’anno (24 miliardi) di valore in Italia. Stellantis ha comunicato di avere identificato una figura altamente qualificata che sarà dedicata specificamente alla relazione coi fornitori italiani.
Valorizzazione dell’ecosistema produttivo
Al fine di valorizzare l'ecosistema produttivo, i centri di eccellenza, la ricerca e l'innovazione, in particolare per quanto riguarda le tecnologie green, il digitale e l'IA, Stellantis aderirà alla Fondazione AI 4 Industry di Torino e alla Fondazione Chips.it di Pavia.
La posizione del Gruppo in Europa
In ambito europeo l'azienda parteciperà ad ACEA, che ritiene il foro più adeguato a promuovere il dialogo con tutti gli stakeholders al fine di contribuire a dar vita, assieme alle istituzioni ed alle forze sociali e produttive nazionali ed europee, ad un vero piano automotive su scala continentale in linea anche con quanto tracciato dal “non paper” del governo italiano
Il “non paper”, promosso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sottolinea la necessità di una valutazione anticipata del regolamento europeo sui veicoli leggeri al 2025, e si pone l’obiettivo di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035, garantendo un quadro regolatorio realistico e flessibile, essenziale a preservare la competitività dell’industria automotive europea.
Confermato il dialogo
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Stellantis terranno aperto un dialogo costante con regolare cadenza sugli effetti e sugli impatti delle iniziative in esso definite di cui si darà conto al Tavolo sul settore automotive.
HANNO DETTO:
Roberto Vavassori, Presidente ANFIA:
"Dopo un anno di intenso lavoro e mesi di dialogo a volte anche duro e diretto, ma sempre costruttivo, concludiamo i lavori del Tavolo Stellantis soddisfatti per gli impegni presi dall’azienda sulle produzioni nei diversi stabilimenti nazionali. La previsione di portare a Pomigliano una nuova piattaforma small oltre alla nuova Pandina o anche di produrre modelli ibridi a Melfi e a Cassino sono novità importanti, che offrono alla filiera italiana delle opportunità sia in termini di volumi più significativi rispetto agli ultimi anni, che in termini di pluralità tecnologica.
Apprezziamo fortemente la dichiarazione di voler rinvigorire e migliorare i rapporti con i fornitori italiani, suffragata anche dalla nomina di una referente per l’Italia che avrà il compito di dialogare in modo costruttivo e trasparente con ANFIA, così da valorizzare la filiera e gestire in modo responsabile eventuali specifiche criticità.
La difesa dell’automotive europeo è la strada maestra sulla quale proseguire nei prossimi mesi e, anche avendo ascoltato tutti i Presidenti di Regione presenti al tavolo, in rappresentanza di diverse parti politiche, l’auspicio è che si possa contare sulla coesione nazionale nel tentativo di far apportare delle modifiche alla regolamentazione comunitaria, per una transizione pragmatica. In merito alle risorse del Fondo Automotive, riteniamo che siano ancora insufficienti e che le misure in materia di energia e ricerca debbano dare benefici diretti alle imprese, essendo gli strumenti attuali troppo complessi per le nostre aziende e rischiando, così, di sprecare tempo e risorse preziose.Infine, ribadiamo le nostre proposte per il 2025: credito d’imposta diretto su ricerca e innovazione, taglio dei costi delle bollette e incentivi per i veicoli commerciali.
Antonio Spera (Ugl Metalmeccanici):
“Noi sosterremo il settore automotive Italiano, Stellantis deve riavviare la nuova architettura produttiva, possiamo e dobbiamo rimettere sulla giusta strada l'auto italiana facendolo insieme in Europa. Per l’Ugl Metalmeccanici il momento delle decisioni è maturo, è il tempo giusto della responsabilità facendo squadra con l’Italia per affrontare le sfide esistenziali………….Siamo convinti che nel primo trimestre del 2025, si entri nel merito di tale progetto importante. Il Governo per voce di Urso ha detto che tutti gli stabilimenti italiani resteranno attivi. Per l’Ugl Metalmeccanici – prosegue Spera – è il momento che il sistema Italia agisca insieme per il rilancio del settore automotive nella difficile fase di rinnovamento tecnologico e transizione industriale. Per la riqualificazione della filiera automotive, il ministero delle Imprese e del Made in Italy stima di mettere in campo risorse per 1,6 miliardi tra il 2025 e il 2027. In particolare, per il 2025 il fondo automotive ammonta a 200 milioni di euro, cui si aggiungono 100 milioni di residui 2024 dello stesso fondo e 500 milioni derivanti dai fondi Pnrr per le filiere strategiche. Per il 2026 e il 2027 il Ministero stima 400 milioni all’anno per il Fondo automotive. Inoltre, l’anno prossimo ci saranno anche 1,1 miliardi di euro potenzialmente disponibili per le aziende del comparto attraverso contratti di sviluppo (600 milioni), mini contratti di sviluppo (200 mln) e accordi per l’innovazione (300 milioni).Siamo sulla strada giusta ci saranno anche risorse destinate ad incentivare la domanda: nel 2023 sono stati stanziati 630 milioni per l’Ecobonus, con un impegno pari a 293 milioni e un residuo di 337 milioni. Per il 2024 sono state stanziate risorse per 982 milioni (inclusi i residui del 2023) e ad oggi sono state impegnate risorse per 801 milioni con un residuo stimato in 100 milioni che dovrebbe poi essere usato nel 2025 a sostegno della filiera”.