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A spasso con una vera icona inglese d’altri tempi: la Morgan Four Plus

Opera. Un tuffo rovesciato di quasi un secolo o, se preferite agli anni Settanta  quando il “figli di papà” per il diploma si sfidavano  con due icone britanniche quali Triumph e Morgan. Belle come non mai queste ultime ritornano a  spargere profumo vintage grazie all’importatore ufficiale Romeo Ferraris di Opera, giusto qualche chilometro oltre la periferia sud di Milano.

Lì ci aspetta una affascinante Plus Four Automatic 2022 di un magnifico bicolore azzurro cielo e blu mare. Girando per le strade intorno a Opera la vettura non passa inosservata e proprio come per una bella donna tutti si girano al suo passaggio con aria meravigliata. Ma vediamola da vicino.

 Il model year 2022 (già a metà marzo arriverà il 2023 aggiornato, nda) ci aspetta per un bel giro con la capote chiusa. Il clima lombardo non permette ancora scorribande a tetto scoperto, che sarebbe la sua autentica vocazione.  E’ molto bassa come una vera sportiva e già entrare in macchina presuppone un po’ di agilità per superare il largo sottoporta. Poi trovare la giusta posizione di guida non è facilissimo se la vostra statura non supera il metro e settanta. Il sedile di guida permette infatti lo spostamento  orizzontale e solo quello verticale dello schienale, per la seduta,invece, niente da fare, non si alza e il muso della vettura è piuttosto lungo. Ciò nonostante riusciamo a sistemarci e grazie al cambio automatico con modalità comfort, sport e sport plus  che facilità la  gestione della guida. Con la dovuta prudenza, diamo il via alle danze.

 La prima sensazione da vera auto sportiva – leggerissima, pesa soltanto 1009 chili, grazie alla nuova piattaforma in alluminio anziché la tradizionale in acciaio usata fino al 2019 -  la dà l’asfalto che si sente  scorrere sotto il sedere (questa Morgan, lunga 3830 mm e larga 1650 si alza da terra di soli 1250 mm totali). Lo sterzo è leggero e molto preciso. Il quattro cilindri Bmw 2.0 litri turbo da 258 Cv e 400 Nm di coppia asseconda, con un bel rumore, lo stile di guida, sempre pronto a rombare quando si azionano le modalità sport.

La Morgan Four Plus  deve essere trattata con tutti i riguardi perché  anche la visibilità posteriore e laterale risulta ridotta e comunque difficoltosa: il lunotto è molto piccolo e i retrovisori esterni si regolano a mano aprendo la parte posteriore dei finestrini. Se vogliamo anche i freni risultano un po’ spugnosi ed è meglio modulare  per tempo la nostra frenata.  Ultimo appunto, l’inesistenza del bagagliaio. Del resto è un’auto sportiva d’altri tempi e segue la tradizione di qualunque “due posti secchi” per cui c’è posto solo dietro i sedili per collocare borsa e cappotto. Per riprenderli senza fare acrobazie si può alzare il lunotto posteriore e recuperare il tutto direttamente dall’esterno della vettura.

Se vogliamo considerarlo un “difetto” l’ultimo è il prezzo intorno ai 110mila euro. Ma forse per qualcuno una vera icona british li può valere, anche se già fra un mese sarà presentato l’aggiornamento 2023 che  aggiungerà all’Abs, unico aiuto elettronico alla guida attualmente presente sulla Morgan Plus Four, anche gli airbag, i controlli elettronici di trazione e stabilità, nuovi impianti frenante e sospensioni. Il tutto senza alterare iil buon profumo della icona  di sempre. (Rossella Dallò)

Il reparto engineering Romeo Ferraris impegnato anche nello sviluppo delle vetture TCR ibride

 Nel futuro della WSC, l’organismo che ha creato e gestisce i regolamenti tecnici TCR,ci sarà la propulsione ibrida, e la Romeo Ferraris ha subito giocato un ruolo fondamentale in questo processo. Combinando l'esperienza maturata nella categoria, con il progetto Alfa Romeo Giulietta TCR, e con la Giulia totalmente elettrica schierata nel FIA ETCR, il costruttore di Opera è stato scelto dalla società organizzatrice WSC Group per i collaudi in pista del nuovo modulo ibrido.

Nei mesi scorsi la Romeo Ferraris ha messo così a disposizione un esemplare della Giulietta TCR, dopo aver studiato e implementato i necessari accorgimenti tecnici, così da consentire allo staff di WSC Group di accumulare dati e conoscenze in vista del 2024, quando è stato fissato il debutto agonistico delle vetture TCR in versione ibrida.

L'evoluzione in HTCR ha presto raccolto il forte interesse delle case e degli organizzatori di numerosi campionati, con la Romeo Ferraris ad aprire la strada producendo di fatto la prima auto TCR elettrificata. Il kit standard fornisce una potenza aggiuntiva a quella erogata dal propulsore termico, con il recupero dell'energia che avviene durante le fasi di frenata e di decelerazione.

Per la Giulietta TCR la variante ibrida rappresenta l'ulteriore declinazione di un progetto longevo e vincente, attraverso cui la Romeo Ferraris è stata capace di sfidare grandi gruppi automobilistici e di raccogliere prestigiose vittorie nelle serie nazionali e internazionali, compreso il Mondiale FIA WTCR, come avvenuto nelle stagioni 2018,2019 e 2020, con anche il titolo conquistato proprio nell’ultima stagione, nel WTCR Trophy.

L’Alfa Romeo Giulietta Veloce TCR by Romeo Ferraris sarà presente anche nella stagione 2023 in diverse serie Turismo, e anche nelle ultime settimane sono arrivati ordini per l'allestimento di nuovi esemplari.

Michela Cerruti, Romeo Ferraris Operations Manager:

"Siamo molto orgogliosi del lavoro compiuto in questi mesi con WSC Group per il programma HTCR. I test effettuati sono stati una sintesi delle nostre capacità, fra l'elaborazione di vetture stradali, la conoscenza dei regolamenti TCR attraverso la nostra Alfa Romeo Giulietta e della propulsione elettrica con la Giulia ETCR. Abbiamo trovato così una ulteriore conferma delle ottime basi su cui è stato impostato sin dall'inizio il progetto Giulietta TCR, che abbiamo lanciato nel 2016 fino ai successi in varie serie nazionali e nel Mondiale WTCR. Il fatto che la nostra vettura sia stata usata come base per proiettare l'intera categoria verso il futuro, è per noi motivo di grande soddisfazione". (R.D.)

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