Il rebus delle rotonde

Milano. Sono la croce e delizia degli automobilisti. Da una parte rendono fluido il traffico, fanno diminuire drasticamente gli incidenti gravi in quelli che una volta erano incroci. Dall’altra creano confusione perché in moltissimi casi costringono a dare la precedenza a chi si trova nella rotatoria e quindi arriva da sinistra… Le rotonde stradali sono il tallone di Achille degli italiani. Secondo Giordano Biserni, segretario di Asaps, l’associazione degli amici della Polizia Stradale, tre su quattro hanno titubanze a percorre le rotonde a più corsie. Il perché è facile da intuire. Molti italiani hanno conseguito la patente quando le rotonde ancora non esistevano: la prima venne inaugurata a Lecco nel 1989. Altri quando le regole di ingaggio erano molto diverse da quelle attuali.
Ma se l’Italia piange, in tanti altri paesi non si ride. In Spagna, in base a una ricerca condotta dalla compagnia assicurativa Axa e da Seat, due conducenti su tre non sanno come entrare correttamente in una rotonda al punto che il 54% degli incidenti avviene nel momento dell’ingresso.
Le rotonde tuttavia piacciono molto ai gestori delle strade, che fanno di tutto per sostituirle agli incroci. Purtroppo, però, finora il Codice della Strada non le regolamenta costringendo automobilisti, camionisti, motociclisti, ciclisti e tutori dell’ordine a rifarsi a norme generali anche se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato una circolare, la prot. 6935, del 22.3.2017, che contiene la risposta a molte di queste domande.
Ecco, in sintesi, come affrontare una rotonda a più corsie. Rallentare in ingresso e dare la precedenza a chi si trova nella rotonda, scegliere la corsia e mettere la freccia se si gira la prima strada a destra. Nel caso di traiettorie a 180 gradi, ovvero quando si va diritto, è raccomandabile circolare sulla corsia più esterna, per evitare di dover cambiare corsia e intralciare gli altri veicoli.
Quando si impegna la rotatoria per tre quarti della sua circonferenza o per tornare indietro, prima ci si porta nella corsia più a sinistra poi, prima di imboccare l’uscita, si attiva la freccia per passare alla corsia esterna senza tagliare la strada ad altri veicoli. Attenzione: l’auto che circola sulla corsia più a destra ha sempre la precedenza. Se al momento di cambiare corsia questa è occupata da un altro veicolo, il consiglio è chiaro: percorrere nuovamente la rotonda.
In Italia la situazione è ancora più complicata dal fatto che in alcune rotonde, come in piazzale Lagosta a Milano, si va al contrario: non ha la precedenza chi si trova all’interno ma chi fa il suo ingresso. Un retaggio della precedenza a destra, in quanto alle rotonde il diritto spetta a chi proviene dalla sinistra.
Una confusione che in ogni caso sarebbe opportuno dirimere. Come? Con una segnalazione molto evidente che avverta chi ingaggia la rotonda che non avrà poi diritto di precedenza sugli altri automobilisti. Ma non varrebbe la pena semplificare utilizzando il medesimo principio dappertutto? (Paolo Artemi, vicepresidente UIGA)