17/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Da gennaio auto elettriche in crescita in Italia del 155%

Milano.  Il settore automotive è stato uno dei più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia da Covid19: solo in Italia, nei primi 9 mesi del 2020 le immatricolazioni, circa 972.000, sono calate del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019 (1,4 milioni). Tuttavia, il mercato delle auto elettriche - “full-electric”, sempre più apprezzate, e “ibride plug-in” - si mostra in controtendenza: tra gennaio e settembre le immatricolazioni hanno superato il 3% del totale (+2% rispetto al 2019), attestandosi a 30.000, cioè il 155% in più. Inoltre, gli obiettivi fissati dalle principali case automobilistiche, sia in termini di vendita che di nuovi modelli offerti, non hanno subito significative variazioni al ribasso, viceversa in alcuni casi sono stati incrementati.

Parliamo di dati ancora molto modesti se rapportati ai 2,3 milioni di autoveicoli elettrici immatricolati lo scorso anno nel mondo, ma che lasciano ben sperare per lo sviluppo del mercato della mobilità elettrica in Italia.

“Tra i fattori che hanno favorito la crescita - commenta Simone Franzò, Direttore dell’Osservatorio Smart Mobility dell’E&S Group - ci sono certamente il rafforzamento degli incentivi all’acquisto, l’incremento dei modelli “elettrificati” (88 al primo semestre 2020, di cui 50 PHEV e 38 BEV, in totale 26 in più rispetto all’anno prima) offerti in Italia dalle case automobilistiche, che hanno rivisto al rialzo i target di vendita dei prossimi anni, e l’ulteriore aumento dell’infrastruttura di ricarica: i punti di ricarica pubblici e privati a uso pubblico ad agosto erano oltre 16.000, il 20% in più rispetto a fine 2019”.

“Tuttavia - continua Franzò - parliamo di cifre ancora modeste: il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima fissa a 6 milioni le auto elettriche che dovrebbero circolare in Italia nel 2030, a fronte delle attuali 70.000. Se vogliamo raggiungere o addirittura superare questi obiettivi si stima che debbano essere investiti nei prossimi 10 anni circa 200 miliardi di euro, tra autovetture e infrastrutture di ricarica, opportunamente favoriti, quantomeno nel breve periodo, da meccanismi di supporto adeguati. Le condizioni di contorno create dai policy maker e dagli operatori incideranno in maniera significativa: agire in maniera sinergica su tutti i fattori è condizione necessaria per consentire al nostro Paese di collocarsi ai primi posti in Europa, con evidenti ricadute positive sulla filiera e su tutto il sistema-Paese”.

Nel 2019 sono state immatricolate nel nostro Paese 17.065 auto elettriche (+78% sul 2018, di cui 10.566 “full-electric”, più che raddoppiate, e 6.499 “ibride plug-in”) su circa 2 milioni di immatricolazioni totali (lo 0,9%, quasi il doppio rispetto al 2018), di cui il 70% nel Nord Italia, il 24% al Centro e appena il 6% al Sud. In Europa ci collochiamo in coda nella Top 10, con poco più del 3% delle immatricolazioni di veicoli elettrici sul totale europeo, a fronte del 12% se si guarda alle autovetture nel loro complesso.

Il Trentino Alto Adige si dimostra la regione a maggior sviluppo della mobilità elettrica, considerando che ogni 100.000 abitanti a fine 2019 contava 40 auto elettriche immatricolate e 35 punti di ricarica. All’estremo opposto, diverse regioni del Sud Italia risultano invece «deficitarie» con riferimento ad entrambe le dimensioni d’analisi.

 In generale, fatta eccezione per le biciclette, i “numeri dell’elettrificazione” in Italia sono piuttosto contenuti: in totale, le immatricolazioni di veicoli elettrici nel 2019 sono cresciute del 19% grazie a passenger cars (+78%) e motocicli (+269%). In termini percentuali, oltre alle biciclette spicca il dato dei ciclomotori (quasi 1 su 5 immatricolati nel 2019 è elettrico), mentre per gli altri veicoli si parla di cifre poco rilevanti, soprattutto in rapporto al parco mezzi circolante.

Diverso è lo scenario su scala mondiale. Nel 2019 sono stati immatricolati a livello globale quasi 2,3 milioni di passenger cars e light duty vehicle elettrici (+9% rispetto al 2018), cioè il 2,5% del totale, in crescita dello 0,3% (meno del +1% registrato tra 2017 e 2018) e sufficienti a far salire lo stock complessivo di questi autoveicoli a 7,5 milioni. Prosegue anche il trend che vede uno spostamento del mix di immatricolazioni dai mezzi “ibridi” (PHEV) a quelli “full-electric” (BEV), che guadagnano un ulteriore 5% rispetto al 2018, consolidando l’ascesa già registrata nel quadriennio 2015-2018 (+3% anno su anno).

La Cina è il più grande mercato mondiale con quasi 1,2 milioni di autoveicoli immatricolati nel 2019 (+3% rispetto al 2018), il doppio dell’Europa, che si conferma il secondo mercato con 600.000 immatricolazioni (+44%). Seguono gli Stati Uniti (320.000, -12%) e a notevole distanza il Giappone (44.000, -16%). In Europa guida la classifica la Germania con 100.000 auto elettriche immatricolate (+60% rispetto al 2018), seguita da Norvegia (80.000, +9%) e Gran Bretagna (72.000, +21%) – i tre Paesi che insieme rappresentano circa la metà delle nuove immatricolazioni europee – poi Olanda (67.000, +146%) e Francia (61.000, +34%).

La diffusione del car sharing è in continua crescita a livello sia internazionale che italiano, dove nel corso del 2019 si registra un parco circolante di 8.200 veicoli, il 25% dei quali elettrici e l’85% di tipo «free floating».  Per quanto riguarda gli scooter, circa 38.200 in circolazione in Europa, la quota a trazione elettrica rappresenta ben il 97%. L’Italia, con oltre 5.000 unità quasi tutte elettriche, ricopre il 15% della flotta europea. Il bike sharing in Europa registra un record di crescita del 257% sul 2018, con 250.000 biciclette a fine 2019. In Italia, risultano su strada 33.000 bici condivise, di cui meno del 20% a trazione elettrica. L’inclusione all’interno del Codice della Strada dei microveicoli (monopattini, segway, hoverboard e monowhee) e gli incentivi all’acquisto di mezzi di trasporto più sostenibili hanno spinto lo sviluppo del mercato della micromobilità e la nascita di nuovi player, prevalentemente nella forma di start-up.

A fine 2019 erano 860.000 i punti di ricarica pubblici presenti a livello mondiale (+59% sul 2018), con la Cina in testa.  In Europa se ne contavano circa un quarto, 210.000 (+ 38%), il 90% del quali “normal charge”.Un trend emergente, seppur ancora limitato, riguarda la diffusione dell’infrastruttura di ricarica “ultra-fast”, con potenza di ricarica superiore a 100 kW, che a fine 2019 in Europa (escludendo la rete di Supercharger Tesla) contava 780 punti equipaggiati con connettore CCS Combo 2, il 34% dei quali in Germania e appena l’1% in Italia. Tuttavia, è prevista una forte espansione della rete, che in 2-3 anni dovrebbe raggiungere gli 8.000 punti di ricarica.

Guardando alla penetrazione della mobilità elettrica nei Paesi europei, intesa come binomio auto-infrastruttura  lo scenario è molto disomogeneo: mentre in Norvegia è assai diffusa la mobilità elettrica, con oltre 250 punti di ricarica e 6.000 auto elettriche per 100.000 abitanti, Spagna e Italia sono fanalino di coda con 15 punti di ricarica e 100 auto.

In Italia, a fine 2019 erano 9.100 i punti di ricarica pubblici (+170% sul 2018, un ritmo di oltre 100 punti percentuali superiore allo scenario europeo), di cui 8.300 di tipo “normal charge”, cresciuti del 191% rispetto al +51% dei “fast charge”. Considerando i punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico, ad agosto 2020 se ne contavano in Italia circa 16.000, distribuiti in maniera disomogenea tra le Regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono le uniche con più di 1.500 punti di ricarica) e con una netta prevalenza (60-65%) di installazioni in ambito urbano, su strada o in parcheggi pubblici, in lieve calo nel mix rispetto allo scorso anno (-5/10%). Anche i “punti d’interesse” erano ben rappresentati, circa il 30-35% del totale, in crescita di +5/10%, mentre il restante 5% si collocava in ambito extra-urbano.

A fine 2019 erano invece 6,5 milioni i punti di ricarica privata nel mondo, 7,5 volte quelli pubblici o a uso pubblico, mentre in Italia arrivavano a 17-20.000, di cui circa 8.000 installati nel solo 2019 (+90% sul 2018 e per l’80% relativi a wallbox), oltre la metà nel Nord Italia e nel 65-75% dei casi presso abitazioni, il rimanente presso aziende.

Per elaborare previsioni relative allo sviluppo della smart mobility in Italia sono stati considerati tre scenari, uno “base” che ipotizza 3,5 milioni di auto elettriche circolanti al 2030, uno “moderato” abbastanza in linea con gli obiettivi del PNIEC, che ne immagina 5,5 milioni, e uno “accelerato” secondo cui gli autoveicoli elettrici tra 10 anni sarebbero 7 milioni, cioè il 20% del circolante totale, con il 65% di nuove immatricolazioni nel 2030 legate a modelli elettrici.

Analoghe stime sono state fatte relativamente all’infrastruttura di ricarica sia pubblica, che nel 2030 potrebbe oscillare da un minimo di 47.000 punti di ricarica a un massimo di 70.000, sia privata, da 1,8 a 3,9 milioni. Differenze significative, che dipendono principalmente dalla diffusione delle autovetture e che si riverberano sui volumi di investimento: al 2025 la “forbice” tra scenario base e accelerato va da 26,1 a 56,6 miliardi di euro, divario che si fa ancora più accentuato al 2030, 97,8 contro 209,7 miliardi. Lo stesso dicasi per i costi di gestione, calcolati sulla base del circolante al 2030: tra 1,4 e 3 miliardi di euro l’anno.(F.L.)

 

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