INCENTIVI…. DAL CENTRO STUDI PROMOTOR UNA PROPOSTA PER IL MERCATO AUTO E IL PIL

Milano. Previsioni a tinte fosche per l’economia italiana e il nostro mercato auto. A tracciare il quadro in negativo è stata questa settimana a Milano l’annuale assemblea del Centro Studi Promotor che tradizionalmente si teneva alla vigilia del Motor Show di Bologna, che quest’anni “salta” per emIgrare il prossimo mese di maggio a Modena con la veste di Motor Show Festival Terra di Motori (sulla carta una kermesse più turistica che espositiva, a nostro avviso, nda).
Le analisi degli andamenti economico-finanziari nella zona Euro e nello specifico in Italia, inducono il direttore del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, a paventare una nuova fase di recessione che dovrebbe allungare il ritorno a una condizione pre- crisi in Italia ben oltre il tempo che fu necessario dopo la famosa crisi del 1929.
Per quanto poi interessa il mercato automobilistico il 2018 potrebbe chiudersi a 1.9 milioni di nuove immatricolazioni, ben al di sotto della cifra “fisiologica”. E ancora meno saranno nel prossimo anno.
Tenuto conto della necessità urgente di eliminare le emissioni alteranti del clima, della demonizzazione dei motori Diesel, delle continue limitazioni alla circolazione introdotte dalle amministrazioni locali (“un furore ambientalista che va a colpire la popolazione più debole” afferma Quagliano)e soprattutto della crescente fascia di persone sotto la soglia di povertà) anche il Centro Studi Promotor aggiunge la propria voce per adottare provvedimenti per aiutare i proprietari di vetture colpite dalle limitazioni alla circolazione a sostituire la loro auto”
Gli incentivi alla rottamazione tornano, dunque, alla ribalta. Secondo la proposta del CSP per lo Stato sarebbe “a costo zero”. O meglio, come già accaduto con il provvedimento deliberato nel 1996 e in vigore l’anno successivo, l’Erario avrebbe un bel tornaconto sia dalle tasse sia dal gettito Iva e in più contribuire all’incremento del PIL che al’epoca valse lo 0,4 per cento attestato dal Bollettino n. 30 del febbraio 1998 della Banca d’Italia
Seppure la situazione del 1997 non sia perfettamente comparabile con quella attuale, il direttore del CSP è convinto che l’incentivo darà ottimi frutti. Intanto basterebbe un aiuto governativo di soli 1.500 euro (contro i 2.000 del 1997) a fronte di altrettanti sborsati dalle Case costruttrici. IL grosso vantaggio di oggi è che è enormemente aumentata la platea delle vetture circolanti, oggi di 39 milioni. Se è vero che allora i due terzi dei proprietari di vetture ultradecennali usufruirono degli incentivi alla rottamazione, oggi dovrebbe interessare tutti i possessori di veicoli omologato da EURO ZERO A Euro4 più chi volesse approfittarne per avere un’auto in regola con le norme europee sulle emissioni. Insomma, qualcosa come almeno 26 milioni di veicoli inquinanti e sicuramente meno sicuri. (Rossella Dallò)