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SULLE CENERI DEL MOTOR SHOW NASCE A MODENA IL MOTOR SHOW FESTIVAL

 

Milano. Nelle sontuose sale dell’Hotel Principi di Savoia è stato recitato il “De Profundis” del Motor Show di Bologna, ideato nel 1976 da Mario Zodiaco, portato a grande successo da Alfredo Cazzola nel 1980. e passato poi ,con sempre minor fortuna, nelle mani di GL Events e in quelle dei padroni di casa, Bologna Fiere.

Un De Profundis che ha coinvolto anche tutto lo staff organizzativo guidato da Rino Drogo che negli ultimi quattro anni, nonostante un budget non da poco, ha tentato di rianimare la kermesse bolognese oramai il Motor Show aveva per perso il suo appeal e interessava sempre meno le Case e di pari passo anche gli eventi sportivi sul mitico piazzale 48 erano diventati sempre più scadenti e senza protagonisti di caratura mondiale.

Le voci di un disimpegno di Bologna Fiere circolavano da tempo ma chi ha risposto all’invito di presentazione del Motor Show 2018 (6-9 dicembre) si aspettava di tutto meno che sentirsi dire che sul classico Motor Show era caduta una pietra tombale dal momento che il CdA della società aveva deciso di dare la precedenza assoluta ai progetti di espansione dell’area espositiva che comprende l’area 48 e senza quella disponibilità il Motor Show non ha più ragione di esistere. Questa la scusa ufficiale anche se permangono dubbi sulle reali adesioni delle Case e degli espositori di contorno.

Così grazie a una sinergia politica – industriale muore il Motor Show a Bologna ma dell’evento si appropria Modena che dispone di una area espositiva, seppure in tono minore, e di un piccolo autodromo i cui costi gestionali sino ad ora sono stati un problema non indifferente.

Modena però è il centro della Motor Valley quella mitica Terra di Motori di quaranta chilometri quadrati su sui operano oltre novemila aziende che hanno come punta di diamante Ferrari, Maserati almeno nominalmente visto che oramai la produzione è praticamente a Torino, Lamborghini, Ducati, Dallara, Pagani.

Non sarà più solo Motor Show ma Motor Show Festival- Terra di Motori   perché il programma, secondo le parole del primo cittadino modenese, Gian Carlo Muzzarelli, comprenderà tutta una serie di iniziative turistiche e culturali  di primo piano   che coinvolgeranno anche i vari musei : Casa Ferrari, Ferrari, Lamborghini, Ducati senza considerare quello Dallara che sarà una chicca da non perdere.

Le Case dell’eccellenza motoristica faranno da traino per invogliare gli altri player dell’automotive ad essere presenti, almeno questa è la speranza dei nuovi promoter.

Di certo tutti gli spettacoli ed eventi sportivi dovranno essere ripensati e non collimeranno certo con il dna del Motor Show. A farne le spese sarà, in primis, il Memorial Bettega, e chi scrive lo sottolinea con grande tristezza avendo vissuto i tragici momenti che portarono poi alla creazione di un evento che, nella prima edizione, portò a Bologna oltre 500 giornalisti da tutta Europa e trasmesso in diretta tv dalle televisioni di mezzo mondo.

La data di maggio, 16-19, poi non è certo quella migliore dal momento che tutti i campionati sono in pieno svolgimento e difficilmente i team potranno distrarsi per accontentare gli organizzatori tantomeno i piloti.

A fine ottobre , lo ha promesso il sindaco, sarà ufficializzato il piano operativo e il programma dei quattro giorni. Solo allora si potrà dare un primo giudizio. Al momento non rimane che constatare che il Motor Show è morto e difficilmente potrà tornare. Un altro pezzo della storia dell’automotive di casa nostra è stato distrutto. (Franco Liistro)

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