L'UNRAE CERCA UN MOBILITY CHAMPION

Roma. L’automobile è un elemento centrale della mobilità nazionale ed è molto probabile che continuerà ad esserlo in futuro. Ormai ne sono convinti tutti. Non solo, come del resto è naturale che sia, Massimo Nordio, presidente di UNRAE che è l’associazione italiana delle Case estere in Italia, ma anche Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Renzi, che lo hanno dichiarato apertamente in occasione di un incontro organizzato a Roma dall’associazione.
L’evoluzione tecnologica degli autoveicoli e le nuove modalità di utilizzo aprono scenari importanti per ridurre le esternalità sul fronte della sicurezza e delle emissioni. Per coglierli pienamente è necessario, secondo UNRAE, che anche i soggetti che operano a fronte della “governante” (infrastrutturale, ambientale e regolatoria) si sintonizzino in atto.
A tale proposito l’associazione promuove la ricerca di un Mobility Champion inteso non come una persona fisica bensì come una cabina di regia od un gruppo di lavoro che interagisca e comunichi con tutte con tutte le parti interessate (costruttori, legislatori, assicurazioni, ecc) per accompagnare al meglio la mobilità italiana verso l’auto che verrà, probabilmente tra 20-30 anni, nella quale connettività, zero emissioni e condivisione saranno elementi fondamentali.
«I cambiamenti in atto possono ribaltare completamente concetti dati per acquisiti nelle tradizionali analisi sulla mobilità» ha detto Massimo Nordio, «Questi processi vanno però esplicitati in modo corretto, il loro impatto va valutato caso per caso. Occorre immaginare adeguati processi di accompagnamento per massimizzare i benefici sociali. E’ necessario che i decisori coinvolti interagiscano tra loro e con le Case auto che stanno equipaggiando i loro prodotti con le più moderne tecnologie e che sincronizzino in qualche misura i loro interventi. In generale, andrebbero evitati gli errori del passato, anche recente, quando, ad esempio, si progettavano capolinea di metropolitane senza parcheggi di scambio o quando si incentivava l’acquisto di veicoli bi-fuel senza agire adeguatamente sulla rete distributiva del metano».
Chi potrebbe però essere il Mobility Champion dell’Italia in grado di svolgere questo compito nel complesso universo dei tanti attori che a diverso titolo di occupano di mobilità?
«Noi pensiamo debba essere un soggetto terzo, di grande autorevolezza» prosegue Nordio, «capace di una lettura davvero sistemica e non condizionata né da ideologismi né da riferimenti agli interessi economici di una parte. Un “leader” in grado di generare “awareness”, una consapevolezza ampia riguardo ai processi ed alle opportunità in essere, di ampliare i coinvolgimenti, di operare a tutto tondo sul fronte della comunicazione. Un soggetto che sia in grado di alimentare una “nuova cultura della mobilità” scevra da pregiudizi ed attenta alla coincidenza tra interessi individuali e collettivi».(Paolo Ferrini)