10/09/2026
Direttore: Franco Liistro

LA DUTTON SURF 4WD...DALLA STRADA ALL'ACQUA

Torino. Il fascino dei veicoli anfibi ha sempre esercitato uno grosso richiamo tra gli appassionati di automobili, e del fuoristrada in particolare. Anche i più scettici, o i detrattori ad oltranza, restano spesso rapiti dall'idea che ci si possa muovere tranquillamente in acqua con il veicolo usato tutti i giorni per andare al lavoro o in vacanza.

Nati soprattutto, come del resto la maggior parte dei veicoli fuoristrada agli albori della loro storia, per un utilizzo di tipo militare, i veicoli anfibi hanno avuto in diverse occasioni hanno una breve parentesi destinata ad un uso civile, come nel caso della Amphicar prodotta in Germania verso la metà degli anni Sessanta in circa 4.000 esemplari.

Da allora ci sono stati diversi tentativi di produzione di veicoli anfibi, sia per quanto riguarda la realizzazione di prototipi che nell'ambito di una seppur limitata produzione di serie. Nel panorama europeo esistono svariate aziende specializzate nella realizzazione di veicoli anfibi e tra queste una delle più note è la Dutton Cars, situata a Littlehampton (West Sussex), una rinomata stazione turistica situata sul Canale della Manica. Tim Dutton, fondatore dell'azienda, è un personaggio molto noto nell'ambiente motoristico britannico grazie ai suoi lunghi trascorsi (circa 40 anni di esperienza) nella produzione di auto sportive realizzate in stile tipicamente “british”.

A partire dalla fine degli anni Ottanta, Tim Dutton ha dato una svolta radicale nella sua attività decidendo di cimentarsi nella progettazione e nella produzione di veicoli anfibi. Finora ha realizzato e venduto in tutto il mondo circa 150 veicoli anfibi, allestiti soprattutto su meccanica Suzuki Jimny (1.3 a benzina o 1.5 diesel).

Il "pezzo forte" della Dutton Cars 4WD è rappresentato dallo scafo interamente realizzato in vetroresina che, oltre alla leggerezza, assicura una eccellente protezione contro eventuali fenomeni di ruggine e corrosione; il veicolo è allestito in versione cabrio, con un roll-bar centrale in acciaio che serve da ancoraggo per la capote in tela nera e plastica trasparente (a richiesta è disponibile anche una copertura hard-top).

OFF-ROAD

La Dutton Cars utilizza per la realizzazione dei suoi veicoli anfibi fuoristrada usati per cui anche il modello utilizzato nel corso della nostra prova realizzata a Littlehampton era allestito su una meccanica proveniente dal mercato dell'usato, basata sul modello di 1.3 litri a benzina a quattro cilindri in grado di sviluppare una potenza di 80 cavalli.

Anche in questo caso a fare la differenza contribuisce in maniera determinante la presenza della trazione integrale inseribile (su questo modello, risalente come anno di fabbricazione al 2005, la trazione 4x4 è azionata da una seconda leva situata dietro a quella del cambio) e della marce ridotte.

La presenza delle marce ridotte su un veicolo anfibio si rivela preziosa nell'entrata in acqua (quando non sono presenti le classiche rampe di accesso per le imbarcazioni), soprattutto in presenza di fondi melmosi a scarsa aderenza e in forte pendenza.

Con il Dutton Surf 4WD sono comunque da evitare, nonostante la motricità del mezzo consente praticamente di avventurarsi su qualsiasi tipo di percorso off-road, quei tratti particolarmente impegnativi per evitare di arrecare danni allo scafo in vetroresina.

OFF-SHOREDUTTON 2

Appena entrati in acqua, ed attuata la commutazione dalla trazione stradale a quella idrojetto, il Dutton Surf si libra come una libellula sulle onde, avviandosi senza problemi in condizioni di moto ondoso regolare. Non avendo il Jimny il cambio automatico, ci si deve regolare in pratica come se si marciasse su strada, ma con qualche piccola variazione.

Innanzitutto non serve partire in prima, passare in seconda, terza, etc, ma è sufficiente avviarsi con la terza marcia inserita e procedere sempre con questa marcia, facendo attenzione a non superare il limite dei 1.800 giri e i 75/80° della temperatura del vano motore (la temperatura del circuito di raffreddamento rimane sempre ampiamente nella norma).

Aumentando il moto ondoso si avverte una maggiore resistenza nella parte anteriore dello scafo e un sensibile aumento degli spruzzi (sempre contenuti all'interno dell'abitacolo, grazie al particolare disegno e alla profondità della prua).

Nelle fasi di entrata e uscita dall'acqua abbiamo avuto inizialmente qualche momento di esitazione nel passaggio dalla trazione stradale a quella idrogetto, per cui siamo rimasti per alcuni istanti praticamente fermi prima di iniziare la navigazione, ma dopo un breve apprendistato tutte le manovre si sono svolte velocemente e senza difficoltà.

Buona la stabilità del veicolo (anche con quattro persone), che consente di spostarsi agevolmente a bordo senza innescare fenomeni di rollio, mentre la ridotta altezza delle portiere (situate sopra la linea di galleggiamento) consente tranquillamente l'apertura in acqua senza problemi.(G.R.)

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